Badalona Serveis Assistencials (BSA) si è affermata come organizzazione integrata di servizi sanitari, con una copertura che comprende Badalona, Montgat e Tiana. Con 16 centri distribuiti sul territorio, il suo modello copre i quattro ambiti principali di assistenza (specialistica, intermedia, primaria e territoriale), oltre alla salute mentale e alle dipendenze.
Con oltre 1.000 collaboratori, di cui 700 dipendono direttamente dalla Direzione Infermieristica, BSA rappresenta un modello di assistenza sanitaria decentralizzata, agile e di prossimità.
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Adattarsi a una realtà che cambia senza sovraccaricare l’équipe
Marisa Carretero, infermiera e Responsabile dell’Area di Sviluppo Professionale Infermieristico e Progetti Strategici, vive da più di 15 anni in prima linea i cambiamenti del settore, in particolare la crescente complessità della pianificazione del personale.
BSA affrontava sfide strutturali nella gestione del personale, il che ha spinto la Direzione Infermieristica a cercare soluzioni capaci di offrire non solo agilità, ma anche fiducia e continuità.
Scarsità di professionisti disponibili
Ogni anno il gruppo dirigente infermieristico si trovava nella necessità di garantire la qualità dell’assistenza con risorse umane sempre più limitate.
“Prima c’erano più professionisti appena laureati disposti a ruotare tra i centri, e questo facilitava la copertura delle esigenze puntuali.”
Sovraccarico del personale strutturato
L’impegno del personale è stato il motore invisibile che teneva in piedi il sistema. I professionisti arrivavano ad accumulare fino a 150 ore di straordinario all’anno, l’equivalente di un mese intero senza riposo.
“Davamo tutto perché dietro ci sono i pazienti, ma non si può vivere solo di impegno. La stanchezza accumulata e il logoramento emotivo e fisico pesavano più di qualsiasi incentivo economico.”
Difficoltà a crescere
Il sistema esistente non aveva l’agilità e la trasparenza necessarie per gestire un’organizzazione in crescita e complessa, e questo rendeva difficile pianificare i rinforzi e l’inserimento rapido e sicuro di personale esterno. Nonostante le difficoltà, BSA non è mai arrivata a chiudere unità per mancanza di professionisti, ma il processo richiedeva uno sforzo maggiore da parte del personale.
Livo, la piattaforma digitale che completa la pianificazione assistenziale
La direzione di BSA aveva le idee chiare: la soluzione non consisteva solo nel coprire i turni, ma nel farlo con garanzie, prendendosi cura anche di chi si prende cura. Ha riconosciuto la necessità di uno strumento professionale e agile che mettesse al primo posto il benessere del personale e permettesse di adattarsi a una nuova realtà nella gestione dei talenti sanitari.
Nell’ottobre 2024 BSA ha introdotto Livo Turnos per rafforzare il proprio modello tradizionale di pianificazione. Ben lontana dal sostituire i processi interni, la piattaforma si è integrata in modo complementare e progressivo.
Processo di pianificazione con Livo
- Pianificazione strutturale interna.
- Sostituzioni e ore di straordinario del personale strutturato per coprire i turni.
- Pubblicazione su Livo dei turni che non è stato possibile coprire internamente.
Questo approccio ha permesso di mantenere la trasparenza, garantire il riposo del personale interno e coprire con qualità tutte le esigenze assistenziali.
Più agilità, meno sovraccarico e un’esperienza migliore
E se vengono e poi se ne vanno?
Come ogni innovazione, all’inizio ha generato incertezza sulla continuità dei professionisti esterni. Si è deciso però di provare la piattaforma senza modificare il modo di pianificare. Un approccio che si è rivelato vincente e ha portato a risultati positivi.
- +220
- Turni pubblicati
- +90%
- Turni coperti
- 33
- Professionisti abituali nel centro
- 75%
- Coperti da professionisti abituali
Dati del Centre Sociosanitari El Carme.
- La nascita di un gruppo di professionisti abituali: Un numero significativo di professionisti esterni ha iniziato a tornare con regolarità, creando una relazione di fiducia e continuità con il centro e le sue équipe. Marisa racconta che oggi hanno “10, 12, 14 persone abituali che conoscono già il centro e l’équipe”.
- Una buona accoglienza dal primo giorno: Il segreto per trattenere questi professionisti abituali è un’accoglienza curata e una comunicazione chiara già dal primo turno: “Chiediamo se hanno bisogno di qualcosa, se va tutto bene o se hanno dubbi. Si sentono parte del centro dal primo giorno e, quando una persona sta bene, vuole tornare.” I supervisori offrono accompagnamento e monitoraggio durante il turno, oltre a informazioni chiare sui valori assistenziali del centro. Viene inoltre fornito un piccolo manuale sul funzionamento della cartella clinica per facilitare l’inserimento.
Maggiore agilità operativa
- Riduzione significativa delle telefonate e delle modifiche manuali dell’ultimo momento.
- Pianificazione più rapida, semplice ed efficiente delle esigenze a breve termine grazie alla visibilità digitale e in tempo reale dei turni.
Riduzione del carico amministrativo
- Eliminazione dei documenti cartacei e recupero di spazio fisico.
- Accesso immediato alle informazioni critiche, con una maggiore capacità di risposta agli imprevisti.
Livo non viene a sostituire nulla. Viene a completare, ad aggiungere, a offrire una strada in più che aiuta a garantire il riposo del personale, ad assicurare le coperture e a migliorare la sicurezza del paziente.
Un consiglio per gli altri centri
Il consiglio di BSA agli altri centri sanitari è di iniziare poco a poco, con una comunicazione interna chiara e scegliendo un’unità in cui il progetto pilota abbia più probabilità di funzionare.

A chi ha ancora dei dubbi direi di provare, ma bisogna avere il coraggio di farlo. Con una buona comunicazione interna e partendo da un’unità più facile da coprire, dove il progetto pilota possa riuscire. E se ho un dubbio, chiamo, scrivo e mi rispondono. Quella vicinanza fa la differenza. Non lavorano nella nostra azienda, ma fanno parte dell’équipe.



